DIFFERENZA.ORG

edizione speciale per teatri di vetro

ubublog \ ubusettete 7°fiera d'alterità teatrali
 

Siamo stereotipi? Abbiamo un velo che seppur trasparente é impermeabile, scivoloso e quindi sfuggevole.

Il palco é plastificato, l'attore del tutto cosparso di olio per il corpo, l' attrice dai tacchi che vengono fatti crollare con estrema facilità dopo poco, l'altra col vestito che non sta su. Si scivola, si crolla, non si sta su. E si portano scarpe scomode, si legge Vanity Fair, si portano grandi occhiali da sole, si curano corpo ed immagine. Ma si scivola, si crolla, non si sta su.

Lo sguardo é spaventato e superbo. Si resta immobili, ci si rialza, di nuovo la terra e occhi fissi su un punto. Una voce ripete: è "naturale come il dolore e la felicità". Poco c'é di naturale in quello che facciamo di noi. Macchine da apparenza. C'é un sovvertimento della scala dei valori. Questo vuole sussurraci Verranno a prenderti con la sua prorompenza visiva. Con la sua bellezza e

morbidezza stridente. Pulizia di movimenti e ritmi. E, in questa precisione,

mostrarci la bellezza vera e reale di noi esseri umani, costretti in forme che non

ci appartengono. Ci rendono soli. Ci rendono lotta tra icona e imperfettibilità

(che) si fa resistenza sforzo fisico, estrema fragilità .

Keramik Papier cerca la de-costruzione del sé fittizio, per riportare carne alla carne .

Occhi immobili, corpo a terra. Si può leggere l'impossibilità di cambiare. Ma ecco

che attraverso un gesto semplice, vero, carnale e poetico l'attrice risolleva

l'attore e con esso la possibilità. Affonda le dita nella pelle, lo prende, lo tira su.

Sforzo, voglia, decisione. Cambiamento.

Corpi che diventano motore unico del divenire e dell'affermazione di sé , al di là della struttura che credevamo sostenerci.

L'affermazione di sé, fuori dalla pelle artificiale entro la quale ci costringiamo, dunque nella semplicità di essere. Uscire, seppur con estremo sforzo, da quel groviglio (realizzato con genialità e raffinatezza estetica sulla scena); oppure decidere di farne parte, accettare di essere creature in continuo

mutamento e lotta, affermazione e richiesta.

L' attrice lascia segni sul corpo dell'attore, sulla carne, passaggio evidente del divenire.

Nello stesso tempo si rende soffice abbraccio e bellezza. Dov' é Gioia?!

 

Chiara Fallavollita